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08/07/2009 Postato
da anima
alle 17:18
Quel che ho lasciato da parte sono speranze.
Non vuol dire che io sia triste, non essere così maldestro nel vedere.
Piuttosto erano quei pensieri sfuggenti, quei fiori d'inverno, quei tavoli rigati ad essere cose buttate nel mezzo.
Desideri mal posti.
E quindi inutili, come i quadri appesi e sghembi.
Quel che rimane è la pelle, più ruvida.
Di sole diresti.
Di vetro ti dico.
Vetro di finestre da cui ho guardato, vetro di bottiglie da cui ho bevuto.
Vetro di occhiali, non puliti.
Ho gli occhi opachi infatti.
Ma è l'ombra ad ingannarti.
L'apparenza del sole nascosto.
Quel che c'è dentro è la polvere, vecchia che si vede in controluce.
Ho occhi opachi di mondi ubriachi...ho bevuto e asciugato vetri
Ho occhi opachi di monti e di strade..di chi è passato controvento.
E non sono quella di un tempo diresti
Ma chi mi guarda adesso.Trova o scopre.
O ritrova e ricorda.
E' così che va il mondo.
Ognuno in piedi, seduto, abbracciato, disteso.
Ognuno stupido, confuso, maledetto, amato.
Qui.
Fra le cose.
Fra gli umori.
Nel doppiofondo di un sole.
D'estate che si ammala di afa.
commenti (1) 23/05/2009 Postato
da anima
alle 13:19
Ho apprezzato.
Ogni cosa che non hai detto, ogni volta che non ti sei voltato e tutte le altre in cui hai vissuto senza di me.
Ho pensato.
Alle colazioni mai apparecchiate, ai calzini non lavati, agli occhi sporchi di sonno.
Ai vetri sporchi, alle buste della spesa, ai caffè fermi in fondo alle tazzine.
Alle domeniche e ai lunedì, al tuo lavoro ed al mio, alle piastrelle opache, alle poltrone.
Ai programmi alla tv, gli articoli strappati dalle riviste delle sale d'attesa, la maglietta da comprare e la benzina da fare.
A chi carica la lavatrice, agli appunti sparsi, le penne, gli specchi, la farina, le uova, lo zucchero.
Agli orologi, ai momenti, alle ore, agli appuntamenti.
A quanto mancherò e mancheremo.
Ai dettagli che prenderemo in prestito, a quelli che ci porteremo in vecchiaia.
Ho ripetuto.
Nomi, errori, disgrazie, fortune, promesse, maledizioni, filastrocche.
Preghiere, nomi di santi ed altre divinità, nomi di parenti e di cani o gatti.
Poesie, date, ingredienti, avvertenze ed istruzioni per l'uso.
Ho considerato.
Il valore dell'oro e della carta, del vuoto e del pieno
del sole, di una bambola di pezza, di una matita morsicata
Della moneta che ho in tasca, delle scarpe rotte, del bottone che ho perso, credo ieri.
Se l'avessi visto cadere, l'avrei raccolto.
Se non l'ho fatto è perchè certe cose, si perdono.
Come il tempo ed i palloni da calcio nei cortili, come le rose, come gli orecchini.
I giocattoli, i numeri, i biglietti dell'autobus.
Le persone, le idee, le chiavi di casa.
In tutto questo non mi è rimasto altro da fare che arrendermi.
Alla tua esistenza.
Indifferente, allegra, stupida, inutile, gioiosa, malata, illegale o furiosa.
Oppure.
Sospesa, matura, libera, corrosa, delusa, aperta, lontana.
O ancora.
Pesante, vischiosa, delicata, indecisa, cattiva o santa,
E sostenere l'onere e l'onore.
Di essere qualcuno, qualsiasi, qualunque persona.
E.
Qualunque cosa voglia dire.
Di amarti comunque.
commenti (4) 10/05/2007 Postato
da anima
alle 15:44
Ago in vena, e testa pesante.
La riconosco l'anestesia...che con questa fanno sette.
Sette buchi neri mentre qualcuno scende nel mio corpo,taglia, cuce guarda come fosse cosa sua.
E in quell'attimo di buio è così.
Io non sono.
E i camici bianchi vivono in me.
Non so cosa sia accaduto, non ho nessun ricordo.
So cosa hanno fatto.
Preso campioni qua e là dall'esofago, dallo stomaco.
Le biopsie arriveranno fra un po'.
Non so fino a quando mi dovrò curare, non so se potrà finire.
L'ho chiesto e mi ha detto che non si può sapere.
Forse potrei anche bruciare per sempre.
Dentro , s'intende.
commenti (19)
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