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30/06/2003 Postato
da anima
alle 22:14
MACCHIE DI BONTA' Dolcezze nel cielo, nuvole come sbuffi di panna montata spruzzati su gelato all'anice. Naso all'insu dove il sole si nasconde. E sono golosa di cioccolata e biscotti, intinti nel caffè disposti a strati tra letti di budino alla nocciola. Cucchiaini che si rincorrono come in una corsa di piccole scarpe da asilo. Sapore di gianduia e grano maturo, festa di paese e grembiuli colorati, gusci di uova rotte, zucchero sparso sulla tovaglietta a quadretti rossi. Merenda per occhi vispi e ginocchia sbucciate, cantiamo in coro la filastrocca della felicità. Sul mio grembiule rosa, macchie di bontà da nascondere, sorrisi di denti fragili da lavare con un dentifricio alla fragola.
commenti (16) 29/06/2003 Postato
da anima
alle 21:23
OVUNQUE Frecce su un bersaglio. Gioco con il centro delle cose, guadagno punti più mi avvicino a quel cerchio segnato in rosso. La carta del mondo traccia rotte che mai vedrò, su un aeroplanino in miniatura anche il tappeto di camera mia sembra una foresta senza foglie, stralcio di verde sul pavimento di marmo. Ombelico della storia, monili di civiltà lontane, orecchini costruiti a mano, braccialetti di fili intrecciati. Comprati a poco prezzo, souvenir di viaggi non fatti. Chilometri da spendere nelle gambe, biglietti da consumare con racconti di cartoline sempre uguali. Stinge il rosso di un tramonto sull'Oceano, acqua di lago o fiume americano. Scende una foglia color rame su un quadrato di cemento, città qualunque nel mondo. Potrei essere ovunque, sicura solo di infilare impressioni di carta su un foglio per non nascondere le speranze in una notte. Se leggerai queste righe vorrà dire che ho illuminato il buio con stelle coperte di carta stagnola. Ed un sogno è rimasto a guardarle.
commenti (10) 26/06/2003 Postato
da anima
alle 21:38
SANGUE D'AFRICA Acqua e pane. E poi fragole e cioccolata. La vita richiede appetito, cibo per i pensieri stanchi di un'estate precoce. Li sento bofonchiare, parlano di quello che faranno, appena troveranno un paio di scarpe da mettersi ai piedi per affrontare questo mondo assurdo. Reclamano una firma, una medaglia, un gingillo con cui dimostrare coraggio e verità. Combattono la loro guerra contro l'oblio. Ora non ho tempo. Chiedo silenzio, ma ancora bisbigliano. Respirano piano ed aspettano che gli regali un po' di nero per dipingersi il viso come guerrieri di una tribù africana. Fucili caricati a parole, uncini di domande e frecce di curiosità. Faccio un falò con i quaderni vecchi, comincio a cantare. Intonano con me una filastrocca. E' festa nel cuore.
commenti (11) 25/06/2003 Postato
da anima
alle 15:11
C'è un attimo in cui i sogni svaniscono. Si sciolgono nella realtà. Leggera scorre la pazzia della fine, labirinto già svelato di desideri ad orologeria. Cammini per un sentiero di ghiaia e bacche, buone da mangiare trascinando sandali bianchi di polvere di strada. Ipnosi nel cuore, in mano fogli da buttare e poi giocattoli, vestiti dismessi e pane raffermo. Cinguetta piano un usignolo cittadino, poco avezzo al suo stesso canto. Sferraglia una bicicletta malandata, un bimbo con una maglietta a righe nere finge d'essere un pirata con un uncino di plastica sulla mano destra. Pedala veloce urlando al cielo nemico imprecazioni di fantasia. Il tempo è fermo, il sole pure, nemmeno l'aria sembra viva, immobile fra le foglie ed il cielo. E tu che altro devi fare? Solo camminare, almeno per ora.
commenti (16) 23/06/2003 Postato
da anima
alle 21:46
PRIMA DEL SILENZIO Ascoltami.. ancora. Strappi di carta, lettere che non ti ho spedito, non ho fatto a tempo. Le leggo alla luna, le ripeto masticando una mela. Magari ti sei nascosto dietro l'ombra del pesco, magari sei nella polvere fra le finestre. Mi manca il peso del tuo corpo disegnato sulle pieghe delle lenzuola calde del mattino, quando ritardavi la vita nascondendo la testa sotto il cuscino. Scie di vestiti accartocciati in borsoni , raggomitolati come pugni di stoffa usciti dai cassetti dei nostri giorni. Combatti con la forza d' uomo ferito, tagli l'aria con la voce che si fa ruggine e brucia il dolce aroma dei tuoi occhi. Le gocce di sangue incolore che mi hai lasciato addosso profumano di colonia , sai di buono anche quando soffri. Non fanno rumore i tuoi passi, ora che la tua anima ha vomitato anche l'ultima briciola di pietà. Sulla strada del ritorno mi troverai compagna del perdono. Poi sarà il silenzio.
commenti (15) 22/06/2003 Postato
da anima
alle 21:40
ALBUM VUOTO Desideri perenni, come confetti di bomboniere da cerimonia. Velo bianco e felicità compressa in mille sorrisi impressi in troppi quaderni. Pennarelli e disegni da colorare, mani sporche di tempera lavabile e già la voglia di fermare il mondo su un foglio bianco. Troppo presto. Seme di fantasia, tempo da domare nei lunghi pomeriggi di campetti senza pallone. Hai addomesticato le mie angosce, hai salvato la mia mente dal ronzio dei giorni uguali. La chiamerò fortuna, regalo di folletti e gnomi che conoscevo per nome, amici invisibili di un tempo diverso. Tanti libri dentro la mente, voci mute di mille storie mai svelate. Mi abitano dentro da quando macino chilometri di parole. La vita stinge l'inchiostro del dolore con le lacrime, la volontà lo allevia con una favola da custodire sotto le coperte. Cartoline di paesi mai visti, cattedrali e quartieri, mercati e sguardi stranieri. Vacanze senza francobollo raccolte in album vuoti. Puoi non vederle, passare il palmo della mano sulla carta patinata e nulla più. Se alleni gli occhi, scorgerai albe e tramonti, deserti e cascate. Abbi fede.
commenti (17) 20/06/2003 Postato
da anima
alle 22:26
PULCINO BIANCO Non adesso, stringo i pugni per soffocare il tempo. Sorridi facendoti forza con la testardaggine che si è fatta più acuta con gli anni. Mangi anche se non hai fame, come se stessi recuperando le rinunce di gioventù. Gracile per necessità più che per costituzione, ti sei fatto uomo forte a dispetto della miseria. Nulla è come è stabilito, i desideri sono bicchieri di carta per gocce di champagne, centellinate per i giorni speciali della vita. Il vestito nuovo, altre vite attorno a te, regali di Natale per tutti. Resisti, puoi farcela. Perchè io ancora non sono pronta, mai lo sarò. Ho tante storie da raccontare per alleviare le tue pene, posso solo cullare i tuoi occhi prima che ti addormenti. Suona un tamburello ma è solo un soldatino di piombo che rintocca la marcia di un esercito di balocchi. Si odono scoppi ma sono bombe d'allegria, fuochi d'artificio, stelle filanti nel cielo. La tua sposa ti ama da lontano, parli con grani di preghiere tra le mani. Come farebbe lei, in silenzio,prendo un ago e rammendo il tuo cuore malconcio.
commenti (12) 19/06/2003 Postato
da anima
alle 20:44
MEMORIA DI VITA Paura. Di tante cose, sedia d'acciaio in un mondo di cristallo. Si rompe il carillon della tua pazienza quando chiedi vita. Quella che ti ho tolto dal mio primo respiro, tu che sopravvivi a quanto non meritavi. Fiera e tormentata insieme ed io con te. Sempre. Verrà il giorno del distacco, la mente si va vuota sorda al richiamo dei tuoi anni. Sono il difetto delle tue viscere di madre, nata senza nome per troppa fretta. Sto ancora cercando di capire cosa avresti desiderato per me, hai smesso di confidarmi i tuoi sogni quando il filo che ci univa si è fatto intreccio. Leggo nei tuoi pensieri perchè ho il peso della tua ansia, porto la tua vita in ogni mio giorno di battaglia. Non è colpa del mondo, non è un castigo tuo. Magari mio. Un giorno chiederò a Dio perchè si sia distratto, in fondo ha poca importanza saperlo. Siamo solo io e te, cammina più piano e ti raggiungo.
commenti (13) 18/06/2003 Postato
da anima
alle 22:22
OMBRA DI SOLE Come ti chiami, non lo so. Che importanza ha un nome se conosco la tua ombra. Quel tuo profilo preciso, quando il sole disegna sculture sui muri di casa, è la firma della tua vita nei miei occhi. Basta un battito di ciglia e cancello il tuo viso per un secondo, illusione temporanea, libertà di non esserci. Non mi appartieni, volubile come sono sai sceglierti l'angolo più riparato dentro la mia mente, ti riposi dentro quel sorriso morbido. Vento di pioggia estiva , scende sul quel ricciolo e sbuffi. L'ombra traballa un po' come la fiamma di una candela profumata. Anche al buio riconosco la tua mano che incrocia le mie dita. Funamboli del buio, sussuriamo filastrocche di anni fa.
commenti (9) 17/06/2003 Postato
da anima
alle 22:16
FIOCCO ROSA Dondolo piano. La ninna nanna del vento non cantà più. Così guardo l'erba verde, nuova quasi fosse cresciuta da poco. Altalena del tempo, misuro con gli occhi le mie scarpe che toccano il cielo, piedi sempre troppo piccoli. Bambola di nonni, cucciola di donna. Mi abbracci e sorridi, non puoi proteggermi, sono già stata ferita e combatto da sola. Un respiro dopo l'altro, e di colpo più nulla. Poi ancora. Vita di rincorsa, per caso passava di qua. Con una spinta tocco le nuvole, cigola la catena. Inspiro, trattengo il fiato. Stavolta per gioco.
commenti (16) 15/06/2003 Postato
da anima
alle 19:48
REGINA DELLE API Color miele sulla pelle, clessidra della mia pazienza di un'estate.Occhi chiusi sul cielo, sensazione di porpora in testa. Respiro piano, profondamente aspettando quel soffio di vento, caldo. Arriva ed è benvenuto. Un libro sull'erba, mai finito. Sole sui fiori che non chiedono più acqua, piegano solo le corolle in attesa. La natura è una donna d'altri tempi. Dona ma non pretende, quasi fiorire fosse quello che le è dato in sorte di fare. Arsura, siccità, noncuranza, semplice indifferenza, poco importa. La primavera arriva sempre e comunque e stavolta tocca a me. Non sono un seme, sono una margherita. Le api mi danzano attorno. Sono una regina, fanno inchini nell'aria, scosto i petali per farle riposare sul mio petto. Il mio abito non ha diademi, il mio oro è il miele, nascosto nelle officine delle mie ballerine volanti. Passa il vento e mi fa omaggio, l'erba fine fruscia ai miei piedi. Lascerò questa terra, finirò fra i capelli di una donna. Quando la guarderai ti sembrerà più bella. Come una regina con una corona di fiori.
commenti (15) 13/06/2003 Postato
da anima
alle 22:16
SENZA VENTO Non capisco cosa fai. Giri, ti infili in una coda di lamiere roventi e d'impiegati fuori turno in fila dietro alla riga della mezzeria. Il cemento è un prato di catrame colante sotto i raggi di un sole poco benedetto ormai. Ma tu noncurante sei lì. Trottola di meriti, è venerdì e scappi. Rimango solo il viso conosciuto che hai infilato nel portafoglio. Pensami mentre l'autoradio reciterà il vademecum del bravo fuggitivo. Perchè questo sei. Neghi e recrimini, chiami astuzia perversa quel mio analizzarti, quel mio giocare al dottore con i tuoi malesseri nascosti. Succo di pesca nel bicchiere, l'aria non passa dalla mia finestra oggi. Roteo fra le dita una penna, un pensiero fisso in testa, il respiro immobile, per inerzia di fantasia. Mi basta un soffio, che sia anche di sole, caldo e pesante. Aria di deserto, sabbia d'oro per le mie notti di sognatrice araba, con gli occhi marcati di nero ed un velo sul futuro.
commenti (17) 11/06/2003 Postato
da anima
alle 21:37
PANCHINE VERDI Profumo di ciliegia e rosa in quella goccia di vetro color rubino. Fard leggero, labbra di pesca. Capelli raccolti, scende un ricciolo, ribelle e dolce insieme ,morbido di balsamo al cocco. Unghia laccate di smalto trasparente, lucido elegante di una donna a festa. Indosso quell'abito che conosci bene, quello fermato in troppe foto. Non porto gioielli e non so camminare coi tacchi. Ridi della mia goffaggine manifesta, del mio imbarazzo perenne. Tempo vuoto di una passeggiata a due, pochi i minuti, lenta io. Sempre in rincorsa del tuo ritmo. Per questo amo le panchine verdi, di anziani coi quotidiani aperti, di briciole a piccioni dall'aspetto poco sano. La vita scorre, ho la pazienza di sentirla fiorire nelle lingue diverse, negli anni difformi di chi si riposa solo per poco. Il tempo perso è quello che perdi a chiederti perchè sono diversa. Se ti fermi un istante, forse posso rivelartelo.
commenti (16) 10/06/2003 Postato
da anima
alle 21:31
CAMPIONI DEL MONDO Mal di testa e stomaco chiuso. Fango sul cuore e non piove da un po'. Probabilmente me lo porterò appresso come un fastidioso dolore da metereopatica impenitente. I meriti e gli scherzi del destino duellano a colpi di parole. Io nel mezzo a sperare di essere spettatrice e non vittima. Stoccate i tuoi diverbi, solchi pesanti nella memoria. Non sbiadiranno, purtroppo; ho ancora quel vizio di ricordare i dettagli. Venderei quaderni ed anni finiti in un armadio per strapparmi quell'etichetta da artista bislacca che hai ricamato sul mio grembiule di scuola. Prendo a prestito calzettoni bianchi e pantaloncini sporchi d'erba bagnata. Nascosto in cantina c'è ancora il pallone con la mascotte dei campionati di calcio dell'82. Campioni del mondo. Sbiaditi. Rotea quel pezzo di cuoio scalcinato, sobbalza piano, un solo calcio sembra fargli male. Corro nel mio giardino, non calpesto le viole, te lo prometto. Schivo il pesco che già porta frutti. Gol. Ho vinto il dolore. Buon riposo, occhi stanchi.
commenti (9) 09/06/2003 Postato
da anima
alle 22:22
CARTA BIANCA Polvere sul vetro. Giro distrattamente le pagine di un libro di moda. Pesa troppo, un paio di chili di carta patinata. Il titolo campeggia in bianco sulla copertina nera, astuto stratagemma per lettori vacanzieri da autogrill. Mi piace quel personaggio da film giallo, quella città di carta, ombrosa ed umida di pioggia chimica. Banale ma innocua. E tanto basta. Passa il tempo sui capitoli che sanno di pagine nuove, di plastica lucida. Le parole hanno comprato il mio tempo e ho un assegno in tasca firmato da una fata turchina. Scrivi e sognerai, solo il tempo di riempire poche righe, la mezzanotte è solo il disegno di un orologio rotto. Una riga di dialogo per regalarti una voce, un punto interrogativo per le tue titubanze. Regista di ciò che non è ancora, mi muovo nel vuoto. Un foglio bianco, un pensiero nella mente, un'emozione che senti girarti negli occhi. Sole sporco scende dietro la collina, aria flebile di una sera d'estate. Epilogo di una storia fra le mani. Un assegno d'incanto da ritirare alla banca dei sogni.
commenti (12) 08/06/2003 Postato
da anima
alle 21:17
FIABA DI SERA Vai lontano, sai consumare i chilometri dondolando su quella sedia di vimini scolorita dal sole. I passi sono ninne nanne sulle piastrelle rosse della terrazza. Ai piedi pantofole trapuntate, calde per il freddo delle tue ossa. Il vento di campagna, la rugiada e la pioggia hanno bagnato i tuoi vestiti mendati, ora ti rimane quella testa da pulcino zuppo di ricordi. Fissi petali di gerani sparsi sul balcone, lacrime fucsia di una fioritura passata. Dialoghi col tempo perciò taci perchè il vento non ha parole. Eppure testardamente ascolti il nulla. Attendi un cenno, il saluto della tua ombra. Non è ancora tempo. Ti pulisco gli occhiali perchè i tuoi occhi di smeraldo brillino nella sera. Prima di dormire ti racconto una fiaba per addormentare i tuoi occhi rugosi. C'era una volta...
commenti (6) 06/06/2003 Postato
da anima
alle 21:42
COME BARTALI Aria calda sulle guance già rosse di fatica.Spingo sui pedali, giro girotondo sulla catena scricchiolante. La bicicletta color porpora è un regalo di nonna, i freni sono induriti dalla ruggine e dal tempo che è passato. Sbuffo fiato e polvere di sentiero. Poi scorgo da lontano la discesa. Meno male. Tintinno il campanello, come quando tornavo a casa. Avevi preparato la cioccolata con i biscotti. Ultima spinta. Pedalo così forte che l'aria sa di menta e biancospini, negli occhi la ghiaia,le foglie che scorrono veloci ai lati come una pellicola da riavvolgere. Il gorgoliare del ruscello misura la mia velocità. Nelle orecchie sento il mio respiro affrettato, martellante di cuore grosso e fiato corto. Chilometri di campagna e di vita in prestito. La borsa degli obblighi è ancora aperta, buttata di fretta sul letto. Se la mia agenda addormentasse il tempo che ha imprigionato fra le pagine avrei un quaderno da riempire con fiori recisi da far seccare. Profumo per l'inverno. Mi sbuccerò un ginocchio. Mi capita sempre. L'equilibrio ballerino delle marachelle dei bimbi, mi fa scivolare sul viottolo. Ho in tasca un cerotto per curare la mia vivacità. Ma non fa poi così male.
commenti (19) 05/06/2003 Postato
da anima
alle 22:20
ZINGARA DI NOTTE Ho tempo. Istanti leggeri che si fermano in un pensiero, mi incanto. Sguardo fisso su un particolare qualsiasi, occhi imbambolati, persi fra le parole che non pronuncio e tu che schiocchi le dita, quasi per rompere l'incantesimo della mia fantasia. In realtà cerco ancora qualcosa. Cerco l'anima degli oggetti, incastrata tra la plastica e il vetro, la mia forse è già volata in cielo. Almeno per stasera. Innamorata dei sogni, avida di allegria. Segue le stelle come una lucciola di una sera d'estate. Per un attimo è una principessa, persa nel firmamento, fra quelle cinque punte a cui i bambini affidano i desideri. E poi, povera, torna da me. Ai miei ponteggi di pensieri, imbastiti di fretta alla mattina quando il blu è solo un ricordo. Ho un'anima nostalgica, le piace il tepore della sera, le piace il tempo lento. Mi dice di non aver fretta. Se rimango sveglia forse stasera la vedo correre, lascia una scia di sole. La sbircio da lontano, si diverte. Ho un'anima zingara, ha stregato anche la luna.
commenti (14) 03/06/2003 Postato
da anima
alle 22:48
VITA DA AUTOBUS Sbatte una porta, quando ne senti il tonfo sordo di chiavi e serratura è già tardi. Succede così quando si parte, scalpitio veloce sulle scale lucide di detersivo e scopettone passato a turni. Giù veloce fra le porte di altre vite che conosci solo per cognome, dalla targhetta di plastica della buca delle lettere. Ti lascio un memo con un saluto. Il senso della mia mancanza misuralo con l'acqua, un pensiero per ogni goccia data ai gerani sul balcone. Hanno bisogno di te, non dimenticarlo. Io sono gia sull'autobus pigiata dagli obblighi dei tempi altrui: zaini , borse della spesa, valigette di cuoio consumate sui bordi e quotidiani aperti sulla cronaca cittadina. E' mattina presto ma già siamo in troppi, uniti, vicini ed estranei insieme. Ma nessuno se ne preoccupa, il capolinea è vicino. Trilla un telefonino, biascica una lamentela un anziano col berretto pesante fuoristagione. Uno studente si perde nella melodia di una canzoncina da hit-parade e una donna guarda fuori la città che se ne va. Sono io. Riflessa nel vetro impolverato di smog, non sono poi male, penso. Guardo l'orologio, tra poco suonerà la sveglia. Cadranno i tuoi occhi sulle lenzuola stropicciate. Ho lasciato il caffè sul fuoco, se ti sbrighi è ancora caldo.
commenti (25) 02/06/2003 Postato
da anima
alle 22:33
AUTOSTRADA SOLITARIA Porto gli occhiali a fatica, sembrano di troppo sul mio viso. Gli spazi liberi, immensi, senza ostacoli mi entrano negli occhi e scivolano via. Verde di campo, azzurro di mare. La fantasia è un ripostiglio vuoto da riempire quando il mondo diventa un poster fuori dimensione. Il cielo sbuca dal lunotto posteriore dell'auto, succo d'arancia e terra rossa insieme, come se il cielo si fosse abbronzato nel deserto e si scrollasse di dosso la sabbia. Davanti solo la linea della strada, bianca da sempre. Ritorno o semplice andirivieni di gente che domani saprà cosa fare. Nella borsa le mele, l'album da disegno e le chiavi di casa. Piove a dirotto all'improvviso, sciogliamo i pensieri. La radio ad alto volume mi da il benvenuto in città, illuminata dai neon che non conoscono vacanza. C'è sempre qualcosa da fare. Vivere è il calendario dei desideri in scadenza. Nel cassetto ho bollette di sogni da pagare. Sono fortunata. "The answer my friend is blowing in the wind",..come le speranze che custodirò nei giorni a venire
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