Bolle di sapone

Ho appartenenze estranee.
Ditemi di chi Sono.

Parla. Con me.
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anima.
In minuscolo.
Senza Nome.



25/09/2003

Postato da
anima alle 21:17

OTTANTAQUATTRO
Acini d'uva, sgrano un grappolo appena lavato e mastico polpa, assorbo succo di natura.
E così si vive.
Come foglie su un fiume, adagiate mollemente, tremolanti sul profilo increspato di un'onda sommessa.
Apprendisti d'equilibrio, muscoli e fortuna, a volte in difetto di coraggio o di nervi.
Cicatrici sparse sulle gambe. Sono caduta spesso, timorosa ma non fragile. E mi hai guardato con occhi di meraviglia combattere contro il destino, cancellare con gocce di sangue infantile i discorsi degli adulti.
E l'odore della polvere ti resta addosso. Le lacrime si mischiano alla terra, una piantina germoglia.
Scommetti un soldo bucato sul mio successo, ti renderò in cambio parole distratte, favole senza eroi.
Ho inciso sulla pelle speranze indelebili ed illusioni ricucite con un ago.
Un vestito lungo cela un passato che non immagini. Abbracciami danzando.
E poi scoprimi. Insieme li conteremo.
Ottantaquattro. Punti di sutura.










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23/09/2003

Postato da
anima alle 21:07

ALFABETO DEL SILENZIO
Occhi d'aria e d'acqua. Puliti.
E la piega di un sorriso ti segna la guancia. Un giorno semplice che è andato via, pieno di tempo, troppi minuti lenti si addormentano all'autunno. E io già dormo, da sempre assopita, inetta, solo stanca.
Ho rincorso grida di bimbi in bicicletta e visto palloni scoloriti rotolare lontano.
Ho urlato, per un dolore dichiarato che non mi ha mai infettato l'anima. Ora non parlo più, da molto tempo, convinta che la voce serva solo a colmare l'aria, incantare menti mediocri con alchimie di lingue saccenti.
E mi sfiori le dita, le incroci con pudore quasi a chiedere permesso.
Hai imparato a disegnare, schizzi a matita, abbozzi di viaggi e momenti che non abbiamo vissuto. Tratteggio una nuvola e la punta si spezza.
Alito sul vetro. Sul vapore di fiato l'indice traccia un cerchio. Oblo' di una nave senza mare guardo la città rallentare il passo. Io già lontana, mai partita, rintanata o solo ferma in attesa di salpare.
Non ti far ingannare dalla vista, ombre e luci. Piccola e poi adulta, sono solo una donna.
Lampeggia un temporale, la luce di una lampada cromata fa scintillare quel tuo sguardo distratto.
Appoggia un pensiero sulla mia pelle, scorri i polpastrelli sui segni in braille, sui miei segreti.
Pura. E' la felicità di un vivere giocoso.
Parole di un film muto.
Alfabeto del silenzio.














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21/09/2003

Postato da
anima alle 20:42

IN MEMORIA
Inchiostro a chiazze su un foglio bianco, come macchie di vita schizzate su un destino qualsiasi. E sorprendersi di essere, ancora e comunque uomini fragili. Indifesi per scelta ed eroi per necessità.
Parole di vento, battiti di cuori sopiti, respiri accatastati in anni feroci. Parla piano e sussurra che esisti, fievole tremore nella tua voce.
Gente di seconda categoria, nata sotto la cattiva stella della storia ingrata. Cielo pesante di nuvole e piombo, non cadono più stelle sui campi arati di fresco.
E occhi nemici non sanno sostenere lo sguardo. Poveri burattini di altre divise, soldati dell'odio addestrati a credere alla pazzia.
Sono qui. Uomo solo.
Uno sparo.
Passavo per il mondo, fuoco e gioventù, bruciata dalla storia e dal giovane amore.
Ho scelto, con incoscenza e dolore, amore e verità.
Con coraggio.
Un ragazzo con una divisa.
Non combattere per nessuna bandiera, alza le mani in segno di resa.
In nome della vita.


Le mie parole per
Salvo D'Acquisto
















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19/09/2003

Postato da
anima alle 21:55

VERITA' CAPOVOLTE
Battito di ciglia sullo scoccare di un secondo. Sto colmando un tempo statico, non immobile solo inerme. Sfoglio nella mente la cronologia di anni diversi, di vestiti abbinati per colore, di scarpe mai abbastanza alte.
Questa sedia è il trono del mio corpo, culla e prigione. Didascalie di un passato senza polvere, che ancora mi somiglia, profumo domestico di lavanda nei cassetti, dolce ritrovarmi tessitrice d'incanti.
Rintocca un'ora qualunque del pomeriggio, restano serrate in gola domande senza risposta.
Interrogativi lontani da inzuppare nel latte ed inghiottire in una mattina di settembre. Macino vita, come granelli di caffè senza sapore e poi bevo, avida di dolcezza. Per paradosso o per pazzia mal dichiarata.
Guardami ora.
Sguardo cosmetico, ambrato e deciso, velato di nero.
E ti perdi, in questo mio profondo autunno, scivoli senza timore perchè ho foglie macerate dal tempo a proteggerti dal dolore.
Chiedi e ti sarà risposto. Senza logica, senza rigore.
Poesia senza ritorno, di un essere ramingo, randagio e muto.
Sentieri solitari, occhi che dialogano con il vento.
E l'anima ascolta, madre ed amante di un corpo traditore.
Verità capovolte in cerca di una voce narrante.













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17/09/2003

Postato da
anima alle 22:23

PROFEZIE
Arriverà il sole. Nuvole pesanti borbottano, malate d'inverno precoce. Aria fresca, sibila il vento parole di gelo. E' solo un giorno diverso, fili d'erba scossi e petali sgualciti. Piange la terra il dolore di un uomo solo.
Colui che resta ha l'onere di vivere. Rimbomba nel petto il ritmo di due cuori, nello specchio rivedo i tuoi occhi, nocciole di gennaio striate di bruno.Vecchio e neonato, nelle linee della mano sei un filo sottile. Spezzato.
E cammino fra il salotto e la cucina, scaldando un piatto già pronto.
Ho i tuoi anni appuntati sul petto come una stella di cartapesta, sono lo sceriffo che combatte i reati del destino.
E sei colpevole.
Di avermi cullato nelle notti di luna, per coperta un cielo nero, tana d'orchi e fantasmi. Castelli di sabbia sgretolati dal tempo, fortezza dei ricordi che ti vedono sorridere. Il cuore è incatenato, serrato come mandibole nervose, lo stomaco rifiuta cibo e i muscoli tesi contraggono il respiro. Ma ancora vivo, a stento.
Ho nella gola parole antiche, cantilene di magie arabe ed incensi, ho occhi di terra che guardano e non svelano.
Sono strega e ancella. Spunta l'alba , mani giunte  che implorano luce.
Che tu sia libero ora e sempre.










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16/09/2003

Postato da
anima alle 21:24

LA MIA STRADA
La mia strada è un sentiero che hai già scoperto. Anni fa. E' ghiaia e violette, polvere e pioggia invischiata fra i sassi.
La mia strada non ha un nome, direzione senza eroi, comandanti o poeti. E' un rigagnolo di vita qualunque che si inerpica su una collina docile. Argini sconnessi, falle e buche aggiustate dal tempo, dalle corse di angeli ragazzini, dal passeggiare lento e cadenzato dei tuoi passi. Leggeri come il tuo corpo ancora bello.
Serbo pensieri stretti come vestiti smessi, conservati per ricordo e paura, nostalgia e timore di non essere più bambina. Eppure ho occhi già scuri, abituati a leggere al buio, aiutati dal chiarore di una stella.
Pelle di donna, ferita e cicatrizzata. Forse solo cresciuta.
Ho già consumato scarpe, ho  calpestato neve e mi sono sporcata nel fango.
Intreccio margherite, fiori per ingannare la mente, per ubriacare la paura. E  quando il sole gira scende il freddo.
Girotondo per il mondo, foglie al vento, bruciate al sole, fogli di rame sul sentiero.
Vento sulla pelle, a seccare lacrime negli occhi, a immortalare sorrisi flebili, leggere increspature sulle guance.
Sorrido, lievemente. Nascondo la speranza perchè non venga ingannata dalla fortuna.
La mia strada è solo un insieme di passi.
Vivere è decidere se  fermarsi a guardare l'orizzonte, guardare in cielo o per terra.
Poi lanciare una moneta. Testa o croce.
E alla fine mettersi a camminare.














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14/09/2003

Postato da
anima alle 22:05

DIALOGO DI RESPIRI STRANIERI
Sentirti addosso, senza peso. Lieve, discreto con gli occhi che guardano dove io stessa non vedo.
Penso e sento la tua voce raccontare i sentieri della mia mente.
Benda bianca per un soffitto sempre lindo. Vivo senza meta, senza binari.
Mi conduci per strade, campi, giocando a nascondino con i giorni sempre uguali. E sei la mia sorpresa, stella cadente in un pomeriggio di sole acceso.
Il suono della tua risata, d'anima leggera è una nuvola di zucchero filato, carillon di una ballerina immobile.
Hai la chiave dei miei segreti, accudisci la mia speranza affinchè la polvere del tempo non la consumi. Perchè ho bisogno di acqua e sale. Lacrime e fragole
Morsico polpa e zucchero, dolce di cuore, mi rendi docile al dolore.
Addormentata, assopita, cullata dalle tue mani che scostano una ciocca di capelli che mi sfiora la fronte.
Soffia sul buio, ragnatele sui silenzi, fra le pieghe delle dita intreccia le nostre vite.
Dialogo di respiri stranieri che parlano la stessa lingua.









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12/09/2003

Postato da
anima alle 22:22

TI HO CHIAMATO CAMPIONE
Mi ricordo la tua fotografia col giubbotto pesante che quasi non ti vedeva dietro quegli occhiali neri. E mi ricordo gli incantesimi inventati fra le righe per lasciarti un pensiero la sera che ti stesse accanto senza pesare sui tuoi sogni.
Giovane e libero, con troppa vita dentro quegli anni veloci.
Eri tu, l'allegria e la leggerezza. Le tue frasi serie dette a bassa voce per non crederci troppo. E io ti stavo accanto e neppure ti volevo tenere per mano.
Parlavamo delle tue corse, della spiaggia d'inverno, dei libri pieni di futuro.
Ti ho chiamato campione e hai riso, dolcemente, senza fragore.
Brioche e marmellata, ridendo della mia golosità perenne. E se ti disegnassi traccerei un cerchio, un pallone da calciare. Voglio ancora che mi rimbalzi dentro, vetri rotti e terriccio sul pavimento.
E' stato solo un tiro sfortunato.
Un sorriso e sei sempre tu, giovane eroe. Hai smesso di correre per farti uomo.
Potremmo camminare e poi fermarci . Ora posso incrociare le mie dita fra le tue senza chiederti nulla in cambio.
E vederti andare via sapendo che magari non tornerai.
Ma ora continuo a sorridere perchè mi hai insegnato che l'allegria è figlia del vento e non si può fermare in una lettera di anni fa.
E' bello sapere che sei sempre rimasto con me.
In silenzio, dentro l'anima.














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11/09/2003

Postato da
anima alle 22:03

IL MARE CAPOVOLTO
Cereali a colazione che non scendono in gola. E miele e limone, poi sfogliare un libro per riempire la mente. Caos di festa al contrario, senza coriandoli e regali ma io sto ancora aspettando.
Maledizione.
Torna indietro, non riagganciare quel telefono. Dispense di parole impolverate rimangono chiuse a chiave. Non dirò per sempre, non sei un ricordo, solo il tuo profilo è sbiadito un po’ in quel settembre di gloria funesta.
Dammi un motivo, un alibi precario per pensare che così doveva essere e che non hai avuto paura.
Perché io ero lontana, attaccata ad una voce che non era la tua,inseguivo un principe con la maschera d’arlecchino. E ho riso della mia innocente ingenuità.
Da sola.
Arrivò il Natale. Jingle bell e nevischio.
Musica e dolore in giorni di festa, fiocchi rossi e campane dorate. Passi leggeri per quel tuo corpo piccolo e sterile, eri già troppo lontano.
Forse ci si deve rassegnare. E così sia.
E buon Dio magari ti sei distratto solo un attimo, magari hai fatto la cosa giusta.
Non chiedermi di capire né col il cuore né con la ragione.
Ma promettimi che d’ora in poi ci sarà gioia e libertà.
Anche solo per l’anima che il corpo ormai è cosa di questo mondo, delle nostre fotografie,del nostro tempo. Rubato.
Ho accumulato preghiere di riscatto, ricompense per santi ed angeli di passaggio.
Grani fra le mani ad implorare luce perpetua.
E dentro di me buio, ancora oggi.
Trattengo il respiro, apnea infinita.
E ti immagino nuotare, solo galleggiare, riposarti appoggiata ad una nuvola.
Il cielo è un mare capovolto.




















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10/09/2003

Postato da
anima alle 22:47

SANGUE E RUM
Occhi di cera, da sciogliere ad ogni battito di ciglia. Per abituarsi al buio occorre tenacia e timore.Stanchezza e torpore, anestetico di un cuore duro,pelle ruvida e scottata da sole e da parole di fuoco. E si scivola nel grigiore che sa di notte acerba , di nebbia e fumo, di incenso e vapore. Non è resa, soldatino di piombo di seconda fila, vigile e serena.
Fiera solo di non saper sparare.
Foschia densa e dentro liquido caldo, sangue e rum, calore ambrato per un giorno arido di buona vita. Quando cammino sento la terra tremare, passi di carta su muscoli impauriti e l'equilibrio è un azzardo senza via d'uscita. Scacco al re, alla sua corte senza più vestiti di panno blu, senza cortigiane prodighe di sorrisi. Stinge il passato sulle pareti opache di un bicchiere, resta il sapore amaro di alcool stantio.
Pensieri sobri, per dispetto.E si rimane sordi. Distanti e diversi, compagni di occhi in uno specchio che guardano di lato la finestra pensando che non sarebbe impossibile contare le stelle.
Se solo vivessi in eterno.
Se solo fossi il cielo.







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09/09/2003

Postato da
anima alle 22:54

SENZA RIME
Mangio parole di sale e virgole di pane. Ho fame di futuro e la tovaglia scolorita sembra un vestito lavato troppe volte.
Pensieri insipidi rigirano nel piatto, ribatte la forchetta sul profilo dorato. Scende acqua, due, tre bicchieri a coltivare il corpo, per lo spirito invoco tempesta. E recito preghiere per buoni frutti, come vecchi contadini con campi da arare, mani sporche di paura e nere di inchiostro. Perchè alle volte ci si inciampa e il profumo della terra sa di pioggia e sabbia.
Un sassolino sotto pelle, sotto piedi piccoli e malfermi è uno scherzo di natura, ingrata e madre insieme, distratta e premurosa senza contegno. E la gioia si vende da sempre ai menestrelli di fortuna e ai giocolieri senza ninnoli, perchè ciò che conta è cullare bambini spaventati dal mondo.
Mangia un altro boccone, fatti forte.
Hai un cuore stanco di sognare scarpe nuove da consumare.
Buona notte ai cantastorie senza più rime partiti per cercare una poesia da quattro soldi, buona per ingannare la notte.







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08/09/2003

Postato da
anima alle 22:02

RESPIRO
E resto ancora qui, sospesa ed inerme a guardare linee della mano bagnarsi di sole umido.Rugiada e stelle acerbe si mescolano ai così sia, infilati come una collana di caramelle da mangiare per la festa del patrono. Zucchero filato e fisarmoniche incise su vecchi dischi, luci al neon e gettoni da consumare. Gira la ruota di un luna park di paese , troppe biciclette sono appoggiate al muretto di cemento. Carosello di felicità compressa nel tempo di un valzer melenso e le rime si incastrano per necessità.
Così deve essere, ancora a lanciare dadi. Rotolano pallini neri su un cubo bianco, la fortuna ha gli occhi zingari e la pelle chiara di luna. Sotto quale stella sia scritto il mio nome, nemmeno un arlecchino africano lo sa. Sono terra arida ma feconda, inconciliabile tormento della mente. Passa il vento sul selciato e solleva polvere, un passo più in là scende la sera.
Ed io inseguo un palloncino ribelle, impigliato in un ramo troppo alto. Ha per culla un cielo scuro, di stelle giovani, di sogni acerbi, di occhi vigili e madri insonni.
E domani nascerà ancora il coraggio.
Gira il mondo sul tempo di un respiro.
D'amore e di gioia, di fame e di noia.







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02/09/2003

Postato da
anima alle 21:45

FUORI PIOVE
Lampeggia un temporale e le nuvole starnutiscono pioggia fine. E tira un vento freddo, preso a prestito da posti lontani, quasi senza nome. Mi chiedo come stai perdendomi in fotografie che mi regalano quel tuo sorriso tranquillo e risponderei bene se ne fossi sicura. ma sono una donna incerta, con l'anima mescolata tra sangue e inchiostro.
E brontola il cielo, stanco forse di sentirmi rimescolare pensieri contorti, filastrocche inceppate su un vinile fantasma.
Ho capelli intrecciati e pelle già chiara come se il tempo avesse già bussato alle porte dell'inverno. Fra le pieghe dei jeans rimangono granelli di sabbia orfani di sole, chicchi scuri su un pavimento bianco.
Umore di cielo nuvoloso e rugiada, nel bicchiere gelato alla vaniglia. per viziare la mente, zucchero per lo stomaco chiuso.
E poi sorrido, sono strana.
Cammino a piedi nudi con un cappello di tela grezza in testa.
Fuori piove.

 

 








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