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29/10/2003 Postato
da anima
alle 18:02
SPORCO DESTINO Ore lunghe, lasciate a riposare sul cuscino. E i pensieri sanno di cioccolata calda, viziati dalla voglia di non crescere ancora. Rimanere così. A mezz'aria. Nascosta dietro l'angolo di uan tenda di lino bianco. Il cielo è solo un segnalibro fra i sogni. E segna ancora quella pagina. Scritta con una calligrafia che non è più mia, lettere come caravelle, a solcare una riga , ancorate alla vita per istinto felino. E se sale la tempesta, si inzupperà l'anima, di sale e di corallo. Addestrata al dolore,cuore arido di pietà. Colmo di sudore scuro. Tempo azzannato da uno squalo affamato. Ti guardo negli occhi, combattimento sordo senza sangue. Resisto. Per disperata necessità, mi aggrappo a quello che resta. E mangio un pezzo di pane, fuori si fa sera. Fra la tenda e la luna qualcosa si muove. Ombra nel buio. O solo uno sporco destino.
commenti (18) 27/10/2003 Postato
da anima
alle 22:01
PROMESSA PAGANA Stelle filanti in un cielo sfumato a carboncino. E gente distratta, avvolta in cappotti di anni diversi. Vetrine d'oro e pelle, giacche ed anelli, un souvenir da lasciare sul comodino. Flash. Felicità impressa in negativo, su un tramonto di fine ottobre. Sono una donna diversa ora. Ora il cuore batte e non per inerzia ed occhi inseguono la vita lasciata ad asciugare su tele di stoffa, affreschi di un sogno da restaurare. Vita in prestito, pagata con soldi sgualciti, piegati in quattro, nascosti ad occhi indiscreti. E sarà per sempre segreto quel nostro esserci comunque. Come un incastro fortunato. Bisbigli di bugie o sottili fantasie della mia mente vivace. Ma non ascolterò. Tempo nascosto, primavera nei tuoi occhi, nel modo lieve che hai di calmare i tremori della mia anima influenzata. Alchimia zingara che intreccia i pensieri e le dita, per il tempo che ci è concesso. Ostinato vagabondo dei miei anni, bussi alla mia porta sebbene non ti abbia mai aperto. Sai che non lo farò mai, ti regalerò la libertà di sentirti estraneo. Come una promessa di fede pagana. L'unica verità è quella che porta il tuo nome.
commenti (9) 22/10/2003 Postato
da anima
alle 22:04
PENSIERI UBRIACHI Semplice.Come acqua chiara in un bicchiere, come girasole che fa la corte al vento caldo, come uomo qualsiasi. Incrocio di colori, giorni di una vita su binari paralleli. Siamo viaggiatori distratti con borse ricolme di buone abitudini. Capelli ribelli, aria birbante da monella viziata. E dita incrociate, agitate, nascoste fra maglioni lunghi e libri in prestito. Occhi vispi ed un sorriso improvviso. Mi fido di te. Estraneo passeggero del mio tempo pesante, sbuffi parole di zucchero da sciogliere nel caffè amaro. Macina ferro e carbone questo treno senza nome. Seduta. Ti aspetto. Fazzoletto bianco per salutarti, bianco come la nuvola che scappa lontano. Da altri occhi vagabondi. Mi stranisco a saperti già qui. Dentro. Mio malgrado. Indifesa ed ingenua. Pensieri ubriachi. Nell'anima timida. Addomestico il silenzio perchè si accoccoli dolcemente in gola. Era una rondine passeggera. Presto pioverà, dice la gente. E sogno di te, senza sapere quale vita ti sia destinata. Solo per il vizio maledetto di essere felice. Pelle di tamburo percossa, ritmo tribale. Buona sorte, straniero.
commenti (23) 21/10/2003 Postato
da anima
alle 22:19
RITRATTO Sono solo distrazioni, stringo le labbra ancora un po'. Cerco fra le righe delle leggi della terra la speranza che ti è dovuta. Parole scritte per le cose buone del mondo e per gli uomini senza armi, chini su campi o sul cemento, cuori a testa bassa. Sollevo polvere, rimane un fastidio in gola. Un colpo, poi un altro: tossire insofferenza e non guarire. Malattia della dignità. Male profondo, d'anima infettata. Senza dolore, coatta sopravvivenza. Semplice esistere, con ostinata volontà. Oltre ogni limite, fino a te. Orizzonte di sempre. Sangue bianco, prosciugato, assorbito, lasciato a seccare. E su un foglio rimane solo un'ombra, a carboncino. Spegnimi, come candela di sera. E se rimango nella tua mente, accudiscimi. Quando sarò lontana, senza voce come un ricordo ancora vivo. Libellula eterna, bambola di cera.Sciogli le pene con erbe raccolte con la luna nuova. Brucia incenso, nebbia profumata fra i pensieri sconnessi. Disegnami ad occhi chiusi. Con l'anima fra le mani.
commenti (8) 20/10/2003 Postato
da anima
alle 21:54
ANCORA BELLA Occhi leggeri, quasi di passaggio. Guance arrossate dal vento di neve. Un maglione nuovo, pochi soldi in tasca. Siamo mondi marginali, satelliti in rotazione solo nei giorni di luna nuova. Ti ho chiamato incastro. Sogno proibito e felicità negata. Gioia eterna ed illusione indolore Dono del destino, fugace come i tuoi anni veloci, come le parole che calpesti per la via. Ora e per sempre, promesse di bimbi che incrociano le dita tra filastrocche e corse in bicicletta. Vesti di verità le bugie sommerse, spogliami l'anima. E maltratta la donna che non sono, quella che gioca ad ingannare la vita. Accarezza le mie ferite, arabeschi sulla pelle. E con l'indice segui la linea contorta, la piega di una ruga incisa nel passato. Dentro e fuori. Andata e ritorno. Senza compromessi, ribelli indecisi. Sei ancora bella. Dici. Non chiedo altro.
commenti (9) 19/10/2003 Postato
da anima
alle 20:52
SENZA TRUCCO Attori in un film muto, costruiamo origami con le dita. La voce è imprigionata fra le lenzuola calde, fra le coperte e le labbra socchiuse. Fiato leggero, dolce esistere ancora incerto, assonnato e stranito. Luce di una lampada e la città si sveglia. Per dovere. Succo d'ananas che sa di terre tropicali e cibo confezionato. Liquido di natura per un giorno di buona speranza. E sorprendersi a pensare al tempo. Incastrato fra le lancette di un orologio scarico. Tempo scaduto,logoro, fuori stagione. Incrocio le gambe, pensieri in equilibrio. Ingurgito parole, frasi mozze di stazioni radiofoniche locali. Segno una croce sul calendario, di un giorno di ottobre. Nello specchio il mio profilo gioca a nascondino con questi anni distratti, senza trucco per non ingannare l'anima. Occhi accesi, per scovare ancora quello straccio di ingenuità, sporco di polvere di diplomazia. Scarpe buone per correre dietro un autobus arancio. In mano una medaglia di cioccolato per sfamare i sogni. Come Chaplin. Sulla strada. Prossima fermata. Cento passi.
commenti (6) 17/10/2003 Postato
da anima
alle 21:38
ORO NERO Velo d'organza sui miei occhi d'oro nero. Ebano fra i capelli stretti in un fermaglio di perle di poco prezzo. Madonna di un giorno feriale, per puro vizio di vanità. Striature d'oro sulle palpebre ed un velo d'ocra sul viso, profumo di terra d'oriente, di lilium e fiume. Tonaca di stoffa grezza che pizzica la pelle, noncuranza voluta, sbavatura di donna. E briciole d'argento sulla pelle, merletti e sigilli di ceralacca. Povere perle di saggezza lasciate a macerare in una bottiglia di rum di qualche anno fa. Nobili strappi di passato, principessa scalza, promessa sposa ad un contadino. Shake. Paradiso e fango. Impronta di mani sporche su un vestito di pelle di luna. Zucchero e sale. Per le lacrime e per il sole d'agosto. Ancore e velieri. Per i viaggi fatti senza bagaglio, per i saluti riflessi in un finestrino. Cielo e viscere. Peccati mortali e pensieri puri. Bocca cucita, mani intrecciate a seguire un pensiero straniero. Danza statica. Di un immobile giocoliere del tempo. Scuoti i desideri, le stelle ed il sangue. Sarò di nuovo ferita, polvere di gesso sulla lavagna. E scriverò cento volte, per punizione, che esisto. Per rabbia e per amore.
commenti (6) 16/10/2003 Postato
da anima
alle 21:26
MARIONETTA EGOCENTRICA Joker con rossetto, ho sonagli sulla testa.Avvisi d'allegria, risuonano nella mia voce stridula e gioiosa. Sole di fuoco, oggi. Di passaggio, zingaro di una terra natia, di indiani e terra rossa. Stanco a quanto pare, energia a basso voltaggio, appena tiepido in questo brandello di ottobre. Giocami ora. Alibi per la noia, tremore di meraviglia ed arlecchino d'inverno. Marionetta egocentrica o burattino ribelle. Fili di cotone tra le dita, incroci antichi di un passatempo da bimba. Urlo note stonate, pentagramma logoro di formule di buona creanza. E sulla camicia bianca cade una goccia di caffè. Scura, amara e banale, come l'imperfezione del corpo. Radiografia sul petto, tra i miei respiri incostanti ed il fiato grosso di fatica. Piccolo fazzoletto, terra di nessuno. Amori e golosità, agrodolce cibo dell'anima. Sangue bastardo, di madre terra e padre ignoto. Forse angelo, forse clochard. Figlia della sorte con una rosa nella culla.
commenti (11) 15/10/2003 Postato
da anima
alle 21:48
IBRIDO FELINO Fili di perle , monili di gioia. Polvere d'argento e di carta stagnola, di balocchi e di fortuna. Desideri in scatola, felicità d'aria compressa per far esplodere lacrime dolci. Assomigliami quando mi stropiccio gli occhi la mattina presto. Quando mi incanto sul profilo di un oggetto ed inseguo pensieri che mi incrociano la vita solo per un attimo. Perchè non voglio pensare al futuro, ai sogni che si impolverano, ai giorni che si incastrano come collane di conchiglie raccolte ad agosto. Gocce di cioccolato sulla pelle, stelle brune che mi costellano la pelle, quando guardi il mio corpo e ti perdi nelle pieghe leggere di un abbraccio. Ti guardo dormire. Lieve vigore appena sopito. E i nostri desideri sono incastrati fra le persiane, scritti in rosso sul calendario per essere veri, urgenti, importanti. Come la mia incoerenza che t'insegue e ti fa solletico sul cuore. Indosso il tuo vestito scuro, quello nuovo. E il profumo speziato mi entra sotto pelle: è il mio peccato. Sono colpevole. Parole amare e occhi di miele. Mani di burro ed unghie taglienti. Ho sangue chiaro di bimba delicata e ferite scure di donna stanca. Ibrido felino. Mi mordo il labbro, mastico un dubbio mentre il tempo si sveglia sui tuoi occhi lontani. Buongiorno, lettere serrate in un sussurro. Voglio macchiarti l'anima con petali di rosa e lasciarti zingaro, senza pudore. Solo. Con me.
commenti (4) 14/10/2003 Postato
da anima
alle 19:12
PAROLE SPARSE Su una tovaglia di tela grezza lascio parole sparse. L'inchiostro si perde fra la trama regolare della stoffa di poco prezzo. Voce nera disciolta nell'anima. Barca. Pece.Vento. Sabbia. Alba. Mani. Sangue. Carta. C'è sale nell'aria che sa di nuovo e di antichi mestieri. Distratto disegni un paesaggio lontano, tetti e vie senza nome. E' solo un angolo di mondo, banale intruglio di colori. Misceli giallo e rosso in cerca di un'alba pastosa, stingi con l'acqua quel grumo di troppo. Ora che le mezze verità ti abitano la mente non vedi più nemmeno il sole. Ed il nero sembra freddo, come un sigillo il ceralacca sul silenzio.E' stata una sorpresa a stranire il futuro. Giovane clown. Ora sei triste, parrucca e cappello non fanno per te. Stella. Torta. Scarpe. Pallone. Lettere su un tavolo. Per regalarti i miei pensieri. Buoni da mangiare. Fragole e limone. Scrivo.Fiore. Correre. E te lo chiedo ora. Firenze.Amore. Sii con me.
commenti (10) 12/10/2003 Postato
da anima
alle 15:24
QUARANTA BATTITI D'ALI Manca l'aria in questa culla d'acqua scura. Annaspo e ingoio sale. I sogni sono infranti, ti chiamo e non rispondi. La testa si fa pesante, pensieri radi si aggrappano ad una nuvola di passaggio. Dormire forse servirà. Ronza nelle orecchie lo sbuffo di un mostro d'acciaio. E sarà il sole quello che mi scalda il cuore. Linea continua.Silenzio. Stavo solo volando, con un angelo per mano. Pronta a scappare via. Ancora non è tempo di giocare a nascondino, ancora tre mesi per camminare lontano. Lo chiamano mondo. Quaranta battiti d'ali. Quaranta attimi eterni. Pelle ed ossa. Fagotto freddo ed immobile. Petalo rosa sulle guance che pian piano tornano a sorridere. Nel petto sangue ballerino, in equilibrio precario tra polmoni e cervello. Ninnoli e coccole, sono avvolta in una coperta lacerata, rammendata per l'occasione. Scorgo sorrisi ancora tramortiti dal terrore, tremuli di gioia precaria. Sono uomini che aspetteranno, in debito con il destino, forse per sempre. Vuoto a rendere. Ed io sarò l'acqua che scioglierà un nodo in gola. Sono un angelo dalle ali sporche di terra. Piccolo, assurdo segreto.
commenti (10) 10/10/2003 Postato
da anima
alle 21:00
MARGHERITE BIANCHE Campane a festa e fiori freschi. E qualcuno applaude. Crepitio di gioia e rumorosa felicità prepagata. Vestiti scuri, quasi nuovi. E nelle fotografie scie di sorrisi di un giorno speciale. Margherite bianche, sgualcite solo un poco. Imperfette. Come me. E sarò libera di dedicarti canzoni che mai canterò, che già conosci perchè leggi fra le righe della mia fronte. Con gli occhi spenti accenderò le tue paure, accarezzandoti al buio calmerò quel tuo dolore antico. Ma non parlo. Rosa all'occhiello, profumi di tardiva primavera. Punti vicini, incastri chirurgici su una parola spezzata. Macchia scura come la mente che si perde, piano a piano svanisce. E la vita sa di vitamine e acqua pura. Di nuovo bambino, senza averne l'età. Inchiostro raggrumato, seccato dal tempo. Unisco lettere e pensieri, vestiti smessi e scarpe nuove. Tutto è tempo. Il tempo vuoto è l'anestetico della mia noia. La fretta è la rincorsa della mia vitalità. Nel mezzo esisto, in apnea nel futuro.
commenti (10) 08/10/2003 Postato
da anima
alle 21:39
REFRAIN Che siano rosa come una pesca, o magari rossi come una ciliegia appena lavata, magari arancio carichi di vitamine o gialli come un cucchiaino di miele. Voglio pensieri buoni da mangiare che nutrano il mio tempo, i giorni aridi di pioggia e quelli arsi dalle lacrime non piante. Voglio pensieri stanchi da rinforzare con un caffè, freddi da cullare con una coperta e docili da accarezzare, cantilene a tenermi compagnia. Voglio parole in bianco e nero da colorare con la fantasia, con quella riserva di ingenuità che mi porto appresso un po’ per caso, un po’ perché mi piace. Ho una lista infinita di nomignoli e soprannomi, di gente strana, di prospettive diverse che mi hanno fotografata negli anni come un folletto metropolitano, un angelo distratto o un essere bislacco. Il carillon dei pensieri tintinna nella mente, seduta su un cavallino con un sorriso di plastica dondolo sulle parole non dette, su quelle consumate dal rimuginare continuo e su quelle impresse nei ricordi come una fotografia sbiadita. Regalami un soldo di cera per fare un giro in più che si sciolga piano al calore delle tue mani, mentre con lo sguardo perso inseguo il tuo profilo, i tuoi occhi nascosti da un paio di occhiali da sole. Ricanto a mezza voce una cantilena per cullare le mie pene, dolce refrain di speranza, le note si inseguono su gradini di suoni. Un altro giro e sono la principessa di una carrozza che non tornerà zucca, con un diadema di vetro blu.Briciole argentate sul viso, incanto di una giostra che urla felicità confezionata, buona per illusioni acerbe. Dolci armonie. Anche la luna sorride.
commenti (11) 07/10/2003 Postato
da anima
alle 20:56
TEMPO VIGLIACCO Dove sto andando. Vagabondo, passi lenti, non stanchi solo randagi. Cammino e sembro trasandata, lontana ed insonne. Sgualcita e rammendata, bagnata dalla pioggia, asciugata dal mio stesso respiro corto. Mani non curate perchè ho una vanità passeggera, maschera di buone occasioni e di serate da principessa zingara. Dita piccole, di bambola, forti per aggrapparsi ad una ringhiera di ferro battuto. E mai mollare. Tamburo nel petto e una fitta sale in gola. Fermarsi a mezz'aria come burattini con fili di cotone, immobili nel volo, apnea senza fine. Sangue bianco, stinto, cancellato da un acido amaro che sa di sale e limone. Sudore leggero, appena accennato. Ed ancora esisti, sopravvivi e sopporti, umana santità del vivere comune. Fatica senza lode, obbligo per menti poco fini. Nei tuoi occhi accesi c'è già il sole di marzo, perchè vuoi scappare sempre lontano. Fosse solo per pochi giorni. E cammino con aria distratta, con lo sguardo ancora intiso di inchiostro e smeraldo. Dei tuoi occhi, della speranza o di menta macerata. Armonica fra le dita, filo sottile fra i polpastrelli. Filo d'erba in cui soffiare: la vita, il mio tempo, la noia e l'allegria. Illogico e sublime. Come un tempo vigliacco. Fragile armonia, note ubriache tra fiato e cielo.
commenti (12) 06/10/2003 Postato
da anima
alle 21:19
FAVOLA SEMPLICE Favola semplice. Di una stella lontana, di una bacchetta di fata, d'argento e carta stagnola. Stella di cioccolata peri bimbi buoni, coraggio di cartone per giovani sceriffi. Stella di luna e della buona sorte, batti i tacchi che un sogno s'avvera. Schiocca la vita incerta ed insolente. E un po' sei deluso, con quel sorriso imbronciato da clown di porcellana. Biscotti di zenzero, bucce d'arancia caramellate. Dolce ed amaro. Lentiggini sul viso, marachelle di nonni e parenti lontani, sei un pirata buono. E la tua ciurma è un orso di pezza già rattoppato e un soldatino con un cerotto sul petto. Cuore malato, ha sentito troppi spari. Bang. Ho un fazzoletto bianco in mano. Da quel vascello di gommapiuma mi saluti con un sorriso bucato, un dente rubato da un topino dispettoso. Buona fortuna capitano.
commenti (3) 05/10/2003 Postato
da anima
alle 17:30
NON CHIUDERE I TUOI OCCHI Quel tuo viso color di cera era la maschera di un tempo malsano. E forse era colpa dell'autunno. Profumi di menta nel tea, soffio piano sul vapore caldo. E' durato poco più di un anno quel tuo saluto. Pelle sottile, quasi di bimba, rosa di primavera anche alla vigilia di Natale. Ti regalo un gioiello, ti si dipinge in volto una stella, bagliore improvviso di meraviglia. Ancora sorridi e mi ami. Non ti rimproverare nulla. Sei ancora con me. Perdonami se non ti lascio riposare ma ho bisogno di parlare, giocare e leggere favole. Promessa non mantenuta, per disattenzione di un angelo, per un errore senza nome. Seduta in un angolo ti guardo respirare, strappare attimi alla gioia di lottare. Grammi di vita che stringo in un pugno. Ti accarezzo una mano, la stringi. Farò della mia voce un filo d'oro per ricamare su un fazzoletto le mie iniziali. Se piangerai potrò asciugare le tue lacrime in ogni istante. Farò del mio tempo briciole di lettere per cibare la tua anima stanca. Farò del destino un covo di sterpaglie da bruciare in un campo deserto. E' quasi l'alba. Scende il gelo, si fa fatica a volare. Biascico un incantesimo senza senso, inutile stregoneria disperata per la mia paura. Ti prego.Non chiudere i tuoi occhi. E' solo un attimo. Già dormi lontano.
commenti (8) 02/10/2003 Postato
da anima
alle 21:01
INVANO Muscoli dolenti e spirito tremante. Perchè scorre sotto pelle un brivido,leggera scossa indolore. Ciottoli spigolosi che ho calpestato senza accorgemene, polvere e ghiaia di un sentiero sconnesso. Un po' come i miei sbagli, le mie titubanze e l'umana imperfezione del peccato. Mea culpa. Senza rimpianti. Perchè ho scelto,nonostante tutto. Orgoglio di cera, nei tuoi occhi suberbi si riflette solo luce al neon.Mani serrate in pugni, nocche bianche per una forza da mostrare. Colpiscimi. So soffrire. E non credere che io sia pazza, solo un poco stonata. Senza armonia, rintocchi e silenzi, colpi sordi e fragori improvvisi. Donna in grigio, eleganza della mediocrità, null'altro che la miscela di bianco e nero. Mi sporco di viola, non per vergogna. Voglio solo lasciare un segno sulla mia pelle. Sono indigena, zingara ed indiana, madre e poi orfana. Sto vagando, urlando e sussurrando vita. Sto sbriciolando il mio nome in mille frammenti di carta per potermi ritrovare quando il mare si sarà calmato. Placido e silente torpore. Ma ora lasciami andare. Non si cammina mai invano. Nè in cielo, nè in terra.
commenti (10) 01/10/2003 Postato
da anima
alle 20:22
A LITTLE DOLL Tira un vento freddo oggi, gioca con gli infissi della mia finestra che sbatte a cadenza irregolare. Tende abbassate, di un bianco opaco, quasi banali se non per il fatto che fanno il loro dovere. La smagliatura nel collant non mi preoccupa, la gonna nasconderà anche questo difetto. Magari dovrei truccarmi,in fondo dicono che sia bella, carinamente docile come una bimba troppo cresciuta. E mi trovo costretta a mostrare un documento di identità per convincerli di essere donna. A volte gli occhi ingannano, a volte si è solo distratti. Sommariamente sono pronta: intelligente per quanto posso, stupida il dovuto e per il resto so adattarmi. Non avrai molto dalle mie labbra, sono abituate a serbare pensieri, a macerare parole come si fa coi petali di rosa, coi mughetti e con le viole. Sono aride al sorriso ed al pianto, leggera fessura che accoglie respiri, cibo ed acqua. Addento una mela dipinta con un colore non troppo deciso, l'autunno è un acquerello fissato sulla tela del mondo. E mi chiedi come sto, alzo le spalle. Perchè dire bene o male è un affronto al destino. Si raffredda il caffè nella tazzina, l'amaro sale in superficie come pegno da pagare per la pigrizia dei miei gesti. Pelle di foglia, in cerca di nutrimento. Sensi e odori, muschio e rugiada, sonno e veglia. Ho un'indole intorpidita, farfalla di primavera con un'ala bucata, cerotto di tela grezza su un dito. Sotto si intravede ancora un alone di rosso slavato, anche il sangue si scolora con il tempo. Consolazione per gli animi afflitti. Stringo ancora in pugno il mio stomaco, piccolo gomitolo di peccati di gola e conati di volontà. E sulla fronte non ci sono rughe. Non per vanità, non per cura cosmetica. Probabilmente per caso. Fogli appallottolati, spazi e righi, armonie disordinate e dissonanze ignorate. Le dita si muovono a fatica, fili di burattino invisibili. Taglio di forbici fra i capelli. Anni finiti sul pavimento. You' re a little doll. Smile, baby.
commenti (11)
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