Bolle di sapone

Ho appartenenze estranee.
Ditemi di chi Sono.

Parla. Con me.
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Qui scrive.
anima.
In minuscolo.
Senza Nome.



29/02/2004

Postato da
anima alle 20:16

COSE SPARSE
Raccogli le tue cose. Quelle due scarpe consumate e due bocconi di pane.
Oppure lascia tutto dov'è. In fondo sono solo cose sparse, utili per poco.
Specchi impolverati, riflettono il passato.
Come una mente che macina grano stantio, sarà cattivo raccolto, sarà natura gramigna.
E ricordi in polvere saranno pane. Non morirai e quel poco ti basta.
Così guardi fuori. Un pezzo di cielo incolore, qualche cinguettio solitario e corse di vento.
La fretta del tempo ha nomi lontani, di terre straniere.
Stringi un pugno, afferri l'aria.
Non mollare la presa.
Anche il futuro è un soffio di vita.
In direzione nord.












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25/02/2004

Postato da
anima alle 20:18

PAROLE ORFANE
Grani di sale sulla lingua e dolce dolore nello stomaco.
Ingurgito la vita a rovescio. Per bisticcio di viscere e per ozio.
Per rilassato malessere che è ormai compagno, e fedele s'addormenta ai miei piedi.
Dormo senza coperte, perchè non ho più freddo. Che l'inverno è solo un lasso di tempo.
Scivolerà via, come tutto del resto.
Lividi scuri sulla pelle, come risacche sugli scogli, sugli obblighi, sui doveri.
Infranta l'innocenza. Rimane una donna sgraziata.
Giro in tondo. Come acqua sui bordi di un bicchiere.
E la via d'uscita è la gola.
Scendere in fondo.
Per sentire il ventre cullare bimbi mai nati.
Per avidità di tempo, per futili motivi.
Dicono che non è tempo.
Di pensare.
Ed io ascolto, la mia voce cantare.
Parole orfane.

















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20/02/2004

Postato da
anima alle 19:02

SEMPLICI PRECAUZIONI
Inaspettato
danzare di voci
incredule.
Timido incontro
di due vite difformi,
ancora straniere.
E semplici precauzioni
da tenere.
Come spiegare che donare
non è un obbligo.
Lacerata d'allegria
finchè lo vorrà.
La fortuna
e questa vita.
















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17/02/2004

Postato da
anima alle 21:09

SARA' PER TE
Non ti aspettavo, sei arrivato.
Con la valigia piena di parole adolescenti,
glassa bianca su un passato poco recente.
Bei tempi, quelli dei volti senza nome e dei dolori troppo grandi.
Di carta, come castelli con principesse mancate.
Sarà per te,
che incastro parole
sarà per te,
la fortuna.
Filastrocca leggera
di un freddo giorno di sole,
fa che sorrida
la faccia buona della luna.
E senza impegni, ti prometto il meglio
di quello che ho fra le mani.
Perchè le passioni sono l'arcobaleno
che nasce su un terreno zuppo
di pioggia e nebbia.
E quando si sciolgono
lasciano aria di zucchero
e denti dolci
per sorridere alla vita
Sarà per te
che prego stasera
sarà per te
la gioia dovuta.
E oggi,
tempo immobile,
provvidenza eterna
sarà per me.
































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05/02/2004

Postato da
anima alle 20:34

MADRE
Buone notizie.
Quelle che mi girano in testa, non ancora reali.
Che la verità è un'opinione, una fotografia sfuocata. Pensare che sia possibile, è sentire sabbia fra le mani.
E' fermare un'idea orfana, è essere madre.
Colpevole di troppo amore.
Così ti immagino.
Eternamente libero di infilare piccoli passi, marciare come soldato di pace.
La mia guerra sarà finita solo allora.
Perciò resisto, per tacita missione.
E sparo.
Contro i muri del tempo che logorano sogni.
Contro bersagli di stoffa, fantocci d'uomini stupidi.
E mi feriscono, senza combattere.
Con armi chimiche di tossica ignoranza.
Riparo il mio ventre, culla della vittoria eterna.
Che tu sia benedetto.Da ora e per sempre a te devota.


















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03/02/2004

Postato da
anima alle 18:24

IL PRESTANOME
E così ti nascondi con un cappello troppo grande, dietro all'ombra delle nuvole basse.
Fugace, furbo, frenetico e felino. Leggero fra la folla, hai in tasca bollette scadute.
C'è chi non ti deve più trovare. Ma non si deve dire che stai scappando, stai solo cercando.
Altrove. Un altro mondo che ti appartenga o che solo ti dia un letto per pensieri insonni e giorni randagi.
Hai lasciato torsoli di tempo nella vita, consumati e avvizziti.
E bottiglie vuote, padrone di un tempo distorto, schiavo di pezzi di vetro frantumati.
Hai mestiere, arte sopraffina, incastri inganni e promesse come pietre su anelli.
Brilla la pupilla, di pazzia.Vezzo di eroi in declino.
Che girano in tondo sguainando lance di plastica.
Clamore intorno e sguardi corvini, appuntiti.
Ti cercano.
Ma sei già nell'ombra, nemico pubblico con troppi prestanome.
E svanirà la tua colpa, sarà la mia.
Ti sento ridere, come un joker ubriaco.















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