Bolle di sapone

Ho appartenenze estranee.
Ditemi di chi Sono.

Parla. Con me.
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Qui scrive.
anima.
In minuscolo.
Senza Nome.



21/05/2004

Postato da
anima alle 20:50

PELLE E LUNA
Prenditi del tempo e straccialo.
Lascia che tutto non abbia senso, ora che vuoi trovare un motivo per andare avanti.
Che di cercare vicoli neri sei stanco. Sale la luna, nuvole chiare fanno posto alla notte.
Sarà così che accadrà.
Che il mondo si farà di cera e si scioglierà nelle tue mani, fra colline di pensieri sussurrati, si smarginano le note di una canzone conosciuta.
Abbassa il volume. Non chiedere nulla.
Non ho forza. Adesso.
Parlo la lingua di una donna già sfregiata, la voce roca è quello che resta.
Non voglio graffiare i tuoi occhi. Smarriti come sono.
Falli scivolare nella piega della stoffa bianca.
Maestra della mia vergogna, madre di quattro quattro tagli sulle gambe morte.
E odiata sorella della donna che non sono stata.
Avrei potuto amarti. Così.
Come dev'essere, fiato corto e volere deciso.
Ma devi morire adesso. E con te l'orgoglio.
Io ho una croce sul petto.
Non darti pena. E' stato un colpo silenzioso.
Un dolore sordo, pia espiazione di colpe ignote.
Da allora.
Riposo in pace.

























commenti (16)



17/05/2004

Postato da
anima alle 20:18

Racconti nella Rete  2004 Clicca sul logo e leggi il mio racconto in concorso. Se ti va, votami,( commenta e utilizza le stelline accanto al pezzo)..in caso contrario sono solo parole sparse che mi appartengono

commenti (13)



01/05/2004

Postato da
anima alle 21:08

NEL VUOTO
Ascensore nello stomaco e parole strette nelle viscere. Esplodono.
Con fragore timoroso, con la voracità bambina che le accompagna.
Non ne sono madre, solo balia.
Attenta a sedare la paura che si fa sudore freddo, il rischio calcolato non basta, rimane l'angoscia.
Eppure è tempo.
Di ingoiare lacrime ed abortire sorrisi.
E provare. Perchè da perdere c'è solo una catena.Vada come vada.
Mi butto.
Venduta. Da troppo tempo a basso prezzo.
E non mi comprerai più.
Perchè potrei anche non essere più merce, ermeticamente avvolta dal silenzio, dalle tue mani.
Oppure sfregiata dal fiato freddo del tremore.
In qualunque caso.
Senza etichetta.
Chiamami finalmente.
Donna.

 


















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