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30/03/2006 Postato
da anima
alle 20:16
Vorrei diventare. Dentro al tuo tempo. Pensiero leggero. Ma denso. Così che mi sapessi raccontare. E tu che passi di qui. Hai voglia. Hai tempo. Fallo. Perchè non è quel che voglio lasciare. E' dove mi voglio vedere. Nei riflessi opachi delle finestre impolverate. Negli scarti dei momenti, quelli che fan battere la mano sul tavolo, fan guardare l'orologio. Quelli con la testa indigesta. Mi basta un momento sporco. Della vita da dormire, finalmente. Tu. Occhi riflessi Chiunque tu sia. Scrivi. Chi sono. Dentro lo specchio improvvisato. Bianco. Di lenzuolo. E come mi conosci. Se pensi di me,fin dove arrivi. Se ti diverti dentro ai miei vestiti. Così che io sappia che scarpe lasciarti. Sulla porta di casa. Ti invito. Portami fuori. Di me.
commenti (1) 29/03/2006 Postato
da anima
alle 21:07
Sono stata lì. Ad aspettare che qualcuno tornasse a casa. Perchè se cado. Sai. Io non mi rialzo. Resto lì, gambe sul freddo. Del pavimento. O mi trascino come i bimbi. A quattro zampe sulla sedia. E pensaci, al male sordo. Se lo vedi un attimo. Ti scappa da ridere. Per prendere le distanze. E ti esce il suono stupido della salvezza. Umana. Delle croci tatuate sulle pelli altrui. La mia l'ho dipinta e nascosta su tanti strati , incisi. E' così.Potente. E' arrivata prima che mi dessero un nome per questo mondo. Tutto di guadagnato. Anche le ore. Cantando a voce muta. Finchè qualcuno apre la porta. E mi porta via. Dalla terra. E' alta. La sedia. Vista da sotto. Ho due occhi da formica.
commenti (3) 27/03/2006 Postato
da anima
alle 20:18
Neve pesante che asciuga il sangue. Pelle sulle ossa. Nessun ritmo in battere. Nè levare. Irrigidisco i denti. E fiato dolce. Gira lo stesso respiro. Masticato. Sia Gloria. Ma permetti d'osservare. Che sarebbe troppo. Se hai visto le mie spalle. Già segnate. Adesso non è il momento. Ti concedo dolore adulto. Ma ti prenderai comunque quanto prescritto. Gira sabbia a rovescio. Sui capelli folti. Sulle mani grandi. Sulla Voce. Sui nostri occhi affini e quei visi gemelli. Portaci via. Perchè se dovesse accadere. Solo ad uno. Sai benissimo che imbratterei il cielo. Dal ventre basso. Perchè di trattenere qualcosa non me ne importerebbe. Diventerei. Diventerò. Trasparente. Donna dalle bianche vene.
commenti (2) 25/03/2006 Postato
da anima
alle 19:53
Variazioni sul genere. Lucido e freddo. Tagliente e preciso. Luce neon maschere e poi nebbia fredda. Gola di fragola. Tintura arancio. Nessuna famiglia. Lì. Il mondo scende.Dentro il sangue. Alleluja. Occhi neri. Sto parlando di me. Così forte che ti sanguirebbero le labbra. Se ti baciassi adesso. Per cui tieni strette le mani. Che la donna che sono. Non resta mai. Nello stesso posto. Per non abitare.
commenti 24/03/2006 Postato
da anima
alle 19:55
Le altre. Dicono. Ehija. E battono l'aria senza far rumore. Chiama le cose per nome. Risponderanno. Ehija. Sposta la lingua. Dalle labbra. Ovunque vada. Ehija. Preghiera infame.Di stomaco.Pieno d'acqua. Loro. Le altre. Ti guardano. Girando il capo. L'occhio non sfugge. E raccontano una storia. Chi si ferma, verrà eletto. Degno. Pazzo. Di se stesso e del resto. Lo stai sussurrando. Vuoto come l'aria. Sentilo nel fiato. Ancora. Con forza. Ehija.
commenti (3) 21/03/2006 Postato
da anima
alle 20:35
Il respiro abita in una bocca dalla forma piccola. E ci sta comodo e per nulla preoccupato. Fa quel che deve. Produrre aria. Dolce di zucchero a velo. Di donna golosa. Ma se ne va quasi subito. Punto. Sillabazione di tempo. O solo un attimo. Virgola. Ti vorrei spiegare, e smorzo la voce. Come semaforo rosso. Sulle parole. E stiro quel labbro goloso. Non è che lo faccia diventare serio. Solo lo metto a posto. Nel disegno d'insieme. Di una faccia che più o meno conosco. Ricomincio. A riflettere. Punto. E pausa. Come di rigo bianco. Come segno di gomma pane. Si capisce. Affitto un monolocale. Due punti. Se proprio devo spiegare. Anche l'aria ha la sua casa. In metri quadrati di fiato.
commenti (5) 19/03/2006 Postato
da anima
alle 12:00
Azzero lo stomaco. Perchè è di Voce che ho bisogno. Meraviglia e soddisfazione. Chiama assurdo questo essere bolla umana. Lontana dal resto. E non importa. Ma se mi dovessi guardare. Fa attenzione. Non farei vedere a tutti. Cosa vuol dire. E' una magia, che accade Qui. Dove la Vita deve ancora scoppiare. Nel punto ultimo fra la pelle ed il pavimento. Attraverso di Te. E con poco. Così. Mangio.
commenti (2) 12/03/2006 Postato
da anima
alle 19:59
La fine dell'esercizio. L'ho praticata. Come un burattino. Lo dice la pelle. Dura. Ma non è così che doveva uscire. Senso di voce muta. E campo verde. Quando ne sentirete il profumo. Io, mi sarò quietata. Arrivata. L'anima. Fuori.
commenti (3) 12/03/2006 Postato
da anima
alle 13:18
C'è qualcosa di sbagliato nel far sempre i conti. Specialmente a meno di trent'anni. Siamo a marzo e non ci sono stelle molli. Perchè ho un elenco pronto. Di Donna. Mi vedi, lo sono? So andare in là col tempo e calcolare con precisione quello che accadrà. So serbare le parole. Ma non ho l'età giusta. Quando fuori arriverà la stagione che ho in testa, chissà che giorno sarà. Un letto e un comodino. Mi bastano. Magari no. Ma tiro su le spalle. Non si rovescia il mondo. Perchè se lo guardi bene. E' rotondo. Quindi. La presente serve da partecipazione e ringraziamento.
commenti (2) 08/03/2006 Postato
da anima
alle 19:45
Vedo la tua forma. Neanche disteso sei come dovresti. Appoggiato, piuttosto, al solito pavimento. E la pelle che tira di nascosto sta sotto le scarpe. Rimani lì. Fermo. In nota di "La": Una via di mezzo, andante. Passa la voce in mezzo alle orecchie. Bianco, occhi in bianco-terra. Quello mescolato. Tra le cose sacre e dannate. Ti passa il respiro. Dentro. A giro largo. Chiedi. Se si è visto qualcosa. Non aspetti. Nessuno sa guardare nel bianco-terra. Dovresti spiegarlo per bene. Ma la classe è vuota. Gonfi un pallone di gomma. Che fa. Pum.
commenti (3) 06/03/2006 Postato
da anima
alle 20:43
Dichiaro che: -In realtà mi è sempre scocciato di non correre, anche perchè non ho mai capito come si fa e son convinta che sarebbe servito -Non ho ben capito cos'è stare bene -A volte sono stata felice -Nel caso abbia avuto figli, voglio che sorridano, anche quando un po' gli mancherò. Perchè lo sapranno fare. -Gli avrò voluto bene più della mia stessa vita, ma son figli e non lo capiranno mai troppo ed è giusto così -Là, Altrove mi stanno aspettando, quindi se scappo via. Avrò paura. Solo un attimo. Almeno credo. -Spero di aver messo le cose al loro posto. Perchè ce n'è sempre uno. -E di avere tanta gente che mi porti in giro per la vita. Ripetendo il mio nome, anche sottovoce. -Di tutte le cose che avrò fatto, desidero che molte mi somiglino, perchè loro rimarranno qui. -Dei dolori che avrete, vorrei portarli con me. Non credo si possa. Vi lascio un po' di coraggio e pazienza. -Andate avanti. Ed imparate a fermarvi. -Amate. Quando scoprite cos'è. -Il resto. Mettetelo in fila. -E non affannatevi, il mondo è sempre più grande di voi.
[Portate Musica e sapete Quale]
commenti (11) 01/03/2006 Postato
da anima
alle 21:10
Lettere bianche su fondo nero. L'anima in circolo. Lascia andare questa pagina. Il senso è roba da ricchi. Vendi voce a tutto il resto. La tua, in fondo, non la conosci. Hai consumato giorni di silenzio, anni forse, dietro alle parole. E non hai trovato niente. Se non tempo mangiato. Che vale sempre meno. Neanche un pane. Sei stupida. Lo dicono i fatti. E quasi a farti gioco di tutto. Continui a star ferma. Lì dove ti possono venire addosso. E muoviti. Idiota. Coraggio. Ti voglio bene, a dirtela tutta. E vorrei sapere che ne sarà di te. Lo so che te lo chiedi. Di nascosto. Perchè non si veda che forma prendono i tuoi occhi. E poi li ricomponi grandi e belli. Si colorano di nuovo, come tela già vista, troppe volte. Non ci fai troppo caso. E' solo la vita che si macina come il caffè. Il tuo guaio è che non ci speri. Non che non sei capace. Sei brava. Anche. A volte. Quando te lo concedi. E passi le dita veloci sul nero. ma dentro non li devi sentire. Gli applausi. Perchè se dicono il tuo nome è fatta. Apro la porta e ti faccio scappare via. Non sai vincere. Ma un giorno dovrai imparare. Comincerai a piangere, a ridere. La voce uscirà. Io,lo sai, la devo ancora sentire. E perciò non mi può mancare. Solo vorrei scoprire. Se ha la pelle come la tua.
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